Si è conclusa la prima fase del percorso formativo “Operatori di Strada 2026”, promosso dal Comune di Alghero in collaborazione con il PLUS Alghero e con l’Università della Strada del Gruppo Abele di Torino.
Il percorso, avviato lo scorso maggio, ha coinvolto 22 professionisti interessati ad acquisire e rafforzare competenze nell’ambito dell’educativa di strada e degli interventi di prossimità rivolti agli adolescenti.
La conclusione di questa prima fase rappresenta una tappa di un percorso che punta ad avvicinare il lavoro educativo ai luoghi e ai contesti di vita degli adolescenti, rafforzando la capacità di leggere i bisogni, costruire relazioni e creare connessioni tra giovani, servizi e comunità.
La prossimità come metodo di lavoro
Il valore del percorso formativo va però oltre l’eventuale attivazione di specifici servizi di educativa di strada. L’obiettivo è anche quello di diffondere una logica di prossimità nel lavoro sociale ed educativo, valorizzando un approccio capace di uscire dai confini tradizionali dei servizi, avvicinarsi ai contesti di vita delle persone e intercettare bisogni e risorse nei luoghi in cui si manifestano.
In questa prospettiva, la formazione rappresenta un investimento sulle competenze degli operatori e, più in generale, sulla capacità del sistema territoriale di adottare pratiche di prossimità indipendentemente dalla forma organizzativa che assumeranno i servizi e gli interventi futuri.
Non si tratta quindi soltanto di formare figure destinate a uno specifico servizio, ma di promuovere un orientamento che possa attraversare progressivamente il lavoro sociale ed educativo: essere presenti nei contesti, costruire relazioni, riconoscere precocemente bisogni e opportunità, facilitare l’accesso alle risorse della comunità e rafforzare le connessioni tra cittadini, servizi e territorio.
Un percorso di formazione e confronto
La formazione ha affrontato diversi aspetti del lavoro educativo con adolescenti e giovani: progettualità ed emergenze educative, costruzione delle relazioni, mediazione dei conflitti, peer support, bisogni educativi, attitudini giovanili e approccio operativo ai progetti di educativa di strada.
Alla conclusione di questa prima fase sono stati consegnati gli attestati ai 22 partecipanti.
Il percorso si inserisce nel lavoro che il PLUS sta costruendo sulle politiche giovanili e sul rafforzamento della rete educativa, contribuendo a costruire un linguaggio e un approccio condivisi tra professionalità, servizi e realtà che, con funzioni differenti, incontrano adolescenti, giovani e famiglie.
La sfida è fare della prossimità non soltanto una modalità legata a un singolo progetto, ma una delle logiche attraverso cui pensare e praticare il lavoro sociale ed educativo sul territorio.